Valore in RSA

novità dal network delle RSA toscane

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novità dal network delle RSA toscane
a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana

Rapporto OASI 2025: uno sguardo al welfare per la non autosufficienza

27/03/2026

 

Il settore socio-sanitario italiano sta vivendo una trasformazione profonda, guidata dalla legge 33/2023 e dal d.lgs. 29/2024.


Per chi lavora in RSA, non è solo un cambio normativo, ma un tentativo di superare la storica frammentazione tra servizi sanitari e sociali che ha spesso reso il percorso dell'anziano un labirinto burocratico.

L'obiettivo?

Integrare la Long-Term Care (LTC) agendo su tre fronti: spesa sanitaria, indennità di accompagnamento (INPS) e assistenza comunale.

Il dato critico

Nonostante i bisogni aumentino, i dati OASI 2025 mostrano che la spesa pubblica per la LTC in rapporto al PIL è scesa dall'1,43% (2020) all'1,18% (2024). Per chi lavora in struttura, questo significa una sfida gestionale enorme: fare di più, o meglio, con risorse sempre più contingentate.


Il PUA: la porta d'ingresso al welfare per la non autosufficienza

Il Punto Unico di Accesso (PUA), che esiste come tipologia di servizio e modalità organizzativa da lungo tempo nel sistema di welfare italiano, ha visto un nuovo slancio normativo. Non è un semplice sportello informativo, ma costituisce l’accesso al sistema.

Per un operatore RSA, un PUA efficiente è garanzia di un "profilo d'ingresso" dell'ospite chiaro e documentato, riducendo le incertezze sulla sua storia clinica e sociale.

Le 3 funzioni chiave del PUA, che deve assicurare un accesso unitario e di prossimità, sono:
  • accoglienza: ascolto del bisogno e decodifica della domanda
  • orientamento: guida tra i servizi (ADI, Centri Diurni, RSA)
  • valutazione preliminare: un primo triage multidisciplinare (SSN e sociale) per capire la complessità del caso.


Dall'UVM al PAI: come cambia la progettazione assistenziale

L'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) è il cuore tecnico del sistema: qui la domanda diventa progetto. Coinvolge medici, infermieri e assistenti sociali per guardare oltre la patologia.

Il risultato è il PAI (Piano Assistenziale Individualizzato), che stabilisce obiettivi, servizi e intensità di cura. Per una RSA, il PAI rappresenta il "contratto assistenziale" di partenza.


Sintesi delle dimensioni analizzate dall'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM)
per la definizione del PAI
La tabella descrive le quattro aree di analisi dell'UVM: clinica, cognitiva, funzionale e socio-ambientaleMentre il processo UVM/PAI fornisce uno standard teorico eccellente, l'esperienza concreta dell'operatore della RSA dipende dal modello regionale di "gatekeeping" o “sorveglianza all’ingresso” adottato sul territorio.


I modelli regionali a confronto: come cambia l'accesso alle cure sul territorio

Il modo in cui un anziano arriva in RSA cambia drasticamente in base a dove ci troviamo. Ecco i modelli analizzati dal rapporto.


Confronto tra i modelli di accesso al sistema di welfare nelle regioni
Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Toscana
Tabella comparativa che evidenzia punti di forza e criticità dei PUA regionali e l'integrazione tra database sanitari e sociali

Dati Rapporto OASI 2025: fabbisogno reale e liste d'attesa

Il Rapporto OASI 2025 stima circa 4 milioni di anziani non autosufficienti. Questo spiega la saturazione delle liste d'attesa e l'aggravamento della complessità clinica degli ospiti.
  • Copertura a macchia di leopardo. I dati segnalano un aumento del 4% (+8.984) dei posti letto residenziali a livello medio nazionale, confermando un trend di crescita costante. La copertura nazionale è dell'8% (over 65) e del 10% (over 75), ma la disponibilità di posti letto in RSA è dell'8-10% al Nord e crolla all'1-4% al Sud.
  • Il "nodo" dell'ADI. L'Assistenza Domiciliare Integrata è aumentata nei numeri (31%), ma la qualità è stata sacrificata per la quantità (media di sole 14 ore l'anno per assistito).
  • L'effetto sulle RSA. Poiché l'Assistenza Domiciliare è spesso insufficiente, l'anziano arriva in struttura solo quando è in condizioni di estrema fragilità e instabilità clinica.

L'integrazione socio-sanitaria: sfide e opportunità per gli operatori RSA

Per gli operatori, la sfida del futuro si gioca su tre aspetti:
  • Dati condivisi. Sistemi come AsterCloud o la Cartella sociale informatizzata devono dialogare con i software gestionali delle RSA per evitare la frammentazione informativa.
  • Equità territoriale. La residenzialità deve essere un diritto garantito da Nord a Sud.
  • Integrazione con l’INPS. Dobbiamo arrivare a una valutazione unica che includa l'indennità di accompagnamento, togliendo peso burocratico alle famiglie.


Per saperne di più:
Rapporto OASI 2025