Valore in RSA

novità dal network delle RSA toscane

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a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana

L’aria condizionata salva davvero la vita agli anziani fragili durante le ondate di calore?

26/01/2026

 

Mentre fuori si gela, noi guardiamo avanti. Abbiamo letto questo recente contributo sull'aria condizionata nelle RSA: un tema che impatta direttamente sulla salute dei più fragili e che abbiamo trovato molto ben documentato.

Negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate sempre più frequenti, intense e prolungate.
Per la popolazione anziana, e in particolare per chi vive in RSA, il caldo estremo rappresenta un fattore di rischio concreto e spesso sottovalutato.

Con l’avanzare dell’età, infatti, la capacità dell’organismo di adattarsi alle alte temperature diminuisce. La sensazione di sete si riduce, la sudorazione è meno efficace e molte terapie farmacologiche interferiscono con la termoregolazione. A questo si aggiungono condizioni frequenti nelle RSA, come la demenza, la ridotta mobilità, la dipendenza assistenziale e l’isolamento in stanza. In queste circostanze, il caldo non provoca solo disagio, ma può innescare scompensi acuti, disidratazione, eventi cardiovascolari e, nei casi più gravi, la morte.

È in questo contesto che si inserisce lo studio pubblicato su JAMA Internal Medicine, dove viene analizzato in modo rigoroso il rapporto tra aria condizionata e mortalità nelle strutture residenziali per anziani.

Lo studio nasce da una semplice domanda: l’aria condizionata salva davvero la vita agli anziani fragili durante le ondate di calore?

Supportata da dati solidi e da un’analisi su larga scala, la risposta è affermativa.

Gli autori hanno condotto uno studio caso-crossover in Ontario (Canada), analizzando oltre 73.000 decessi avvenuti tra il 2010 e il 2023 in più di 600 RSA, confrontando i giorni di caldo estremo con quelli climaticamente “normali” e distinguendo le strutture dotate di aria condizionata da quelle che ne erano prive.

Il 13,8% dei decessi nelle case di cura senza aria condizionata è avvenuto durante i giorni di caldo estremo, rispetto al 12,1% in quelle con aria condizionata (odds ratio =1,11 RSA senza aria condizionata vs OR = 1,03 RSA con aria condizionata). Nelle RSA senza aria condizionata la mortalità aumenta in modo significativo durante le giornate di caldo estremo (odds ratio =1,08), mentre questo incremento non si osserva nelle strutture climatizzate.

In altre parole, l’aria condizionata si conferma come un fattore protettivo reale, capace di fare la differenza nei momenti più critici.

In base ai dati di questo studio, quindi, l’aria condizionata nelle RSA non può essere ridotta solo ad una questione di comfort. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca si riflette infatti sull’organizzazione degli spazi. In molte strutture, soprattutto quelle più datate, l’aria condizionata è presente solo in alcune aree comuni: ma per molti residenti il caldo non può essere gestito semplicemente “spostandosi in un’area fresca”.

Servono soluzioni in grado di proteggere tutti quei residenti che non sono in grado di muoversi autonomamente, che sono allettati o che vivono con gravi disturbi cognitivi. La presenza di aria condizionata direttamente nelle stanze emerge quindi come un elemento essenziale di sicurezza, non come un optional strutturale.

La ricerca analizza anche l’impatto dell’obbligo normativo secondo cui dal 2022 tutte le RSA dell’Ontario devono essere dotate di aria condizionata nelle stanze dei residenti. Grazie a modelli di simulazione, gli autori stimano che questa misura abbia già evitato decessi, e che un’adozione anticipata avrebbe potuto salvarne molti di più. Questo dato è particolarmente rilevante per chi gestisce strutture residenziali o definisce politiche sociosanitarie. Investire in aria condizionata significa ridurre il rischio clinico, aumentare la sicurezza e migliorare la qualità complessiva dell’assistenza, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico ormai evidente.

Lo studio non ignora il tema della sostenibilità ambientale. Se da un lato gli autori riconoscono l’impatto ambientale dell’aria condizionata, dall’altro sostengono anche che la tutela immediata della vita delle persone più fragili non può essere rimandata. E’ necessaria quindi una progettazione attenta, con interventi strutturali e organizzativi: accanto all’aria condizionata sono indispensabili edifici più efficienti, verde, ombreggiamento, piani di emergenza caldo e formazione del personale.

In conclusione, questo studio contribuisce a ridefinire il concetto di qualità assistenziale nelle RSA. La capacità di proteggere i residenti durante le ondate di calore diventa un indicatore concreto di attenzione, sicurezza e responsabilità. In un futuro segnato da estati sempre più calde, l’aria condizionata non è solo una dotazione tecnica, ma una scelta di cura e tutela della vita delle persone più fragili.


Per saperne di più:
Katz GM, Brown KA, Giannakeas V, Stall NM. Air Conditioning in Nursing Homes and Mortality During Extreme Heat. JAMA Intern Med. Published online December 15, 2025. doi:10.1001/jamainternmed.2025.6595