RSA, COVID-19 non ha inventato niente? I risultati del webinar del 7 e 8 ottobre

webinar 7 8 ottobre rsa covid
RSA: COVID-19 non ha inventato niente?
  • Sessione 1: Il passato e il presente
  • Sessione 2: Il futuro
Durante i due pomeriggi del webinar “RSA: COVID-19 non ha inventato niente?” si sono susseguiti tanti relatori di grande spessore, da Spinsanti a Vecchiato, da Vanacore a Onder, da Bonaccorsi a Giordani e molti altri ancora.

Scopo dell’evento è stato quello di fare punto sul valore delle RSA di ieri e di oggi per capire come possiamo immaginarci la residenzialità dei prossimi anni.

La pandemia, al pari di quello che hanno fatto tutti gli eventi critici di portata globale della storia, sta lasciando dietro di sé una società trasformata.

La capacità evolutiva delle organizzazioni su cui poggiano i servizi alla persona dovrà svilupparsi in modelli di assistenza, principi etici, stili manageriali e strutture fisiche differenti.

Prima sessione: le RSA tra passato e presente

Durante il primo pomeriggio, dedicato al passato e al presente, abbiamo analizzato l’andamento della pandemia in Italia e in Toscana e parlato anche degli effetti indiretti che ha provocato la pandemia, ovvero minore ospedalizzazione, ma anche minor accesso ai servizi territoriali.

E’ stato fatto un focus sulle demenze, si sono susseguite testimonianze dirette su chi ha vissuto la tragedia della Covid-19 all’interno di una RSA e anche all’interno di un team di specialisti, che dal territorio e dall’ospedale si sono riorganizzati, rimboccandosi le maniche per affiancare le RSA nella gestione e nell’assistenza agli anziani.

I limiti, già presenti ma a cui ci ha messo di fronte la COVID-19, riguardano:
  • la carenza di personale e spesso anche di competenze specifiche che riguardano questo setting
  • la carenza di comunicazione tra operatori e tra setting di cura diversi: ospedale-terrirorio-MMG-RSA
  • la scarsità di informazioni su ciò che accadeva nelle RSA perché non esiste un flusso informativo come per gli ospedali. Di conseguenza la necessità di recuperare velocemente informazioni per governare la situazione dal livello zonale fino al nazionale.
I punti di forza invece:
  • la strutturazione di una rete territoriale intorno alle RSA che le ha fatte sentire finalmente parte di un sistema e, quando necessario, si è sostituita agli operatori malati delle RSA
  • una buona pianificazione condivisa delle cure
  • una buona relazione con i familiari.

Seconda sessione: le RSA verso il futuro

Durante il secondo pomeriggio, dedicato al futuro, si sono susseguite riflessioni su ciò che significa vulnerabilità e su come esigere uguaglianza, su come rivalutare i professionisti che lavorano nelle RSA e su come stabilire una diversa modalità di relazione con l’anziano.
E’ necessario ripartire dalla costruzione di reti di professionisti, comunità di pratiche e da tanta formazione, per instillare una cultura basata sulla sicurezza.

Qualunque cambiamento all’interno dell’organizzazione RSA dobbiamo pensarlo 360 gradi: nel tempo e nello spazio fisico, a livello relazionale, assistenziale e gestionale altrimenti fallirà.

In apertura del webinar una lettura magistrale del professor Spinsanti ci ha portato a riflettere sul grande tema della “sfiducia nella scienza” e in particolar modo nel mondo della sanità e di come sia necessario oggi inventarci una diversa fiducia, non solo formando diversamente i professionisti, ma anche i cittadini.

Mentre il professor Vecchiato ha chiuso, altrettanto magistralmente l’evento, con una panoramica del PNRR e un accenno alle difficoltà di accesso alle cure domiciliari, la cui persistenza condiziona infatti le innovazioni possibili nella residenzialità.

Insomma è necessario rielaborare per non subire! La crisi ci sta dicendo che "il momento è ora, il posto è qui".


 

Per ulteriori informazioni:
Segreteria organizzativa:
Jessica Fissi - Lucia Paone (ARS Toscana)
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347 8888418