Sesto rapporto Cergas Bocconi: sfida tra risorse, competenze e modelli di servizio
17/02/2025In un precedente articolo abbiamo illustrato le tematiche del Sesto rapporto dell'Osservatorio Long Term Care, con particolare attenzione ai temi trattati nel primo capitolo.
Nel capitolo 2 del rapporto sono analizzate tematiche inerenti la capacità del settore nel poter mantenere in futuro i medesimi livelli di intervento, in rapporto ai soggetti coinvolti, la qualità dei servizi erogati e il valore prodotto per gli utenti e la comunità, declinando la sostenibilità in termini economici, sociali e ambientali.
Rispetto alla sostenibilità economica si può notare come ad inizio 2024 sono stati diversi i fenomeni che hanno aggravato i costi e le modalità di gestione organizzative che non sono state successivamente accompagnate da un proporzionale aumento dei ricavi, sia per le aziende pubbliche che per quelle private. Nel settore sociale la sostenibilità è compromessa a causa della minore disponibilità di personale qualificato e del successivo carico sul personale attivo, con un significativo gap che deriva dall’aumento dell’incidenza delle persone non autosufficienti e da una diminuzione di capacità della presa in carico da parte del welfare pubblico.
La discussione è aperta non solo in Italia, bensì anche a livello europeo, contestualizzando gli interrogativi per la sostenibilità del settore nel futuro su due livelli, quello del sistema nel suo complesso e quello delle singole istituzioni ed organizzazioni.
Rispetto alla sostenibilità economica, gli studi condotti (European Commission, 2019) confermano la necessità di ripensare i modelli istituzionali e la tipologia dei servizi offerti verso una logica di “integrated care” (WHO, 2022) promuovendo sistemi digitali che siano orientati verso una maggiore integrazione e specializzazione e l’attivazione di reti sociali (European Commission, 2021).
Anche dalla letteratura internazionale emergono dimensioni ricorrenti rispetto alle tematiche dei modelli di servizio, le competenze del personale e i risultati economici in cui le considerazioni della visione d’insieme prendono in considerazione anche altri settori quali le politiche del lavoro, politiche sanitarie e sociali e le politiche industriali, sempre in rapporto alla tecnologia come leva di sviluppo.
Nell’analisi sulla sostenibilità dei modelli di servizio sarebbe utile – in base al rapporto costo/efficacia e ai modelli gestionali – rimodulare le scelte in funzione dei risultati ottenuti e delle risorse necessarie, con il fine di orientarli meglio ai bisogni delle persone e lavorare così sull’appropriatezza e la qualità. In quest’ottica si inseriscono le competenze e la gestione dei professionisti, alla luce della necessità di rendere il lavoro di cura più attrattivo per infermieri, medici e personale assistenziale.
In Italia sono presi in considerazione alcuni aspetti sul tema economico, come ad esempio:
- il finanziamento pubblico per la sanità ed il LTC (long term care), in fase decrescente (es. 1,25% sul PIL 2018 e 1,23% sul PIL 2023)
- la fase post covid con evidenti difficoltà gestionali rispetto a risultati soddisfacenti
- il trend demografico in cui la popolazione italiana di 65 anni e più rappresenta il 23,5% del totale, ma che potrebbe rappresentare il 34,9% entro il 2050
- verso il 2030 circa l’80% dei comuni italiani andrà incontro ad un ulteriore calo demografico significativo
- sarà in aumento il numero complessivo delle famiglie formate da persone sole, da 9 a 11 milioni nel periodo 2021-2041
- un maggior numero di cittadini italiani soffrirà di ulteriore carico di malattia (GBD, Global burden of disease) con aumento della non autosufficienza attribuibile alle patologie cardio e cerebrovascolari, disturbi neuro-psichiatrici, malattia di Alzheimer e altre forme di demenza
- nel 2028 il numero delle persone che soffriranno di patologie croniche salirà a 25 milioni, con una situazione di salute che diventerà sostanzialmente più complessa
- nello stesso arco di tempo avremo però un miglioramento complessivo delle condizioni funzionali e di salute della fascia di età compresa tra i 65 ed i 75 anni.
Si evince così che questi fenomeni richiedono più risorse, in particolare un “adattamento dei servizi” per soddisfare i bisogni emergenti e un numero maggiore di professionisti, in particolare infermieri. La scarsità di questi ultimi nel LTC era evidente già nel 2022 con una carenza pari al 22% rispetto alla dotazione ordinaria.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta all’attrattività del settore LTC, alla qualità percepita dai professionisti ed alla valorizzazione/sviluppo delle skill, con nuovi investimenti per far fronte ai cambiamenti che ci evidenzia il trend in corso .
Anche gli effetti sulla sostenibilità economica a livello italiano rimandano alle precedenti considerazioni, con particolare effetto sul finanziamento pubblico-privato e la possibilità di ampliare le fonti di finanziamento e le azioni strategiche sui costi e le scelte che saranno fatte in base a standard e tipologia di offerta dei servizi sul target specifico della popolazione presa in carico.
Sulle singole organizzazioni del settore sarà necessario orientare l’ampliamento della tipologia dei servizi e la misura dei ricavi per contenere i costi, pur conservando gli standard di qualità, evitando sprechi ed attivando soluzioni tecnologiche, congiuntamente alla possibilità di creare filiere di servizi che potranno operare in sinergia con altri settori.
Per saperne di più:
- Il 6° Rapporto dell'Osservatorio Long Term Care La sostenibilità del settore Long Term Care nel medio-lungo periodo
- Il nostro articolo che introduce il rapporto: La sostenibilità del settore Long Term Care nel medio-lungo periodo: il sesto rapporto Cergas Bocconi
- L'articolo dedicato al primo capitolo del Rapporto Sesto rapporto Cergas Bocconi: focus su reti di welfare, badanti e gestori delle strutture

