Prevenire le infezioni correlate all'assistenza è possibile?
10 Luglio 2026
Indice degli argomenti
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, fino al 70% delle ICA può essere prevenuto nei Paesi ad alto reddito mediante programmi efficaci di prevenzione e controllo delle infezioni, adeguata sorveglianza, corretta igiene delle mani e uso appropriato degli antibiotici.
La prevenzione delle ICA rappresenta oggi uno degli obiettivi prioritari dei sistemi sanitari ed è parte integrante delle strategie di sicurezza delle cure.
Per approfondire:
Ministero della salute. Come ridurre l’impatto delle ICA
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Le strutture possono implementare sistemi di monitoraggio interni e/o aderire a campagne nazionali/europee con lo scopo di indagare la prevalenza delle ICA (es. studio HALT).
I 3 punti chiave in cui si articola la sorveglianza sono:
Le strutture possono contribuire alla lotta all’antibiotico-resistenza predisponendo programmi di monitoraggio interni ma, soprattutto, seguendo le linee di indirizzo regionali/nazionali sull’uso degli antibiotici che si sviluppano in due punti principali:
Antimicrobial stewardship è un programma coordinato che promuove l'uso appropriato degli antimicrobici (compresi gli antibiotici), migliora l’outcome dei pazienti, riduce la resistenza microbica e diminuisce la diffusione delle infezioni causate da organismi MDR (per approfondire il programma di Antimicrobial stewardship di Regione Toscana, april la Delibera n.415 del 19-04-2021).
Monitoraggio dei consumi. Sull’analisi del consumo di antibiotici della regione Toscana si può consultare l'atlante dell'antimicrobico-resistenza Infezioni Obiettivo Zero a cura dell'Agenzia regionale di sanità e il report L’antibiotico-resistenza e l’uso di antibiotici in Toscana.
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I 5 momenti chiave per l’igiene delle mani, indipendentemente dall’uso dei guanti, sono:
Gli elementi chiave per promuovere una corretta igiene delle mani tra gli operatori sono:
All’interno delle residenze sociosanitarie assistenziali sono individuati dei referenti infermieristici per le ICA (e medici, se presenti), in accordo con la normativa nazionale e la delibera regionale di riferimento. Il personale medico ed infermieristico, inoltre, è tenuto ad assolvere agli obblighi formativi derivanti dall’educazione continua in medicina (ECM).
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La detersione, invece, viene definita come un’operazione che ha lo scopo di eliminare o allontanare qualsiasi traccia di sporco presente sui substrati, mediante un’adeguata azione meccanica per un determinato tempo di azione in modo da renderli otticamente puliti ma senza causare alterazioni nelle caratteristiche fisiche della superficie.
Con il termine disinfezione si intende un processo chimico o fisico che riduce il livello di contaminazione microbica e che mira all’eliminazione dei microrganismi patogeni o indesiderabili da un determinato substrato inanimato.
Alcuni esempi di queste superfici sono: i letti e le sponde, la biancheria, i comodini, le sedie, campanelli, i piani di lavoro, maniglie, i termometri timpanici, i telefoni di reparto o le tastiere dei pc (vedi il rapporto Best Practices for Environmental Cleaning for Prevention and Control of Infections in All Health Care Settings, a cura di Public Health Ontario - Provincial Infectious Diseases Advisory Committee, 2018).
Durante la sanificazione, perciò, occorre avere maggiore attenzione per queste superfici; laddove necessario (es. sala di attesa) il trattamento va effettuato a intervalli orari più frequenti rispetto ad altre superfici e può essere previsto un monitoraggio microbiologico.
I prodotti disinfettanti devono essere utilizzati secondo le indicazioni del produttore e nel rispetto delle procedure aziendali e delle normative vigenti.
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Per maggiori informazioni, consulta la sezione dedicata alle vaccinazioni sul nostro sito web e la pagina persone di età ≥ 60 anni del sito web del Ministero della salute.
La vaccinazione degli operatori sanitari rappresenta una misura fondamentale per proteggere sia il personale sia i pazienti più fragili, contribuendo a ridurre la trasmissione di agenti infettivi nelle strutture assistenziali.
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- Prevenire le ICA
- I cinque pilastri della prevenzione delle ICA
- Strumenti per un programma IPC efficace
- La sorveglianza epidemiologica
- Uso corretto degli antimicrobici
- Le precauzioni standard
- Le precauzioni aggiuntive
- Formazione degli operatori ed ECM
- Sanificazione e igiene ambientale
- Vaccinazione di personale e pazienti
Prevenire le ICA
Eliminare completamente le infezioni correlate all'assistenza (ICA) non è attualmente possibile, ma una quota significativa di esse può essere prevenuta attraverso l'adozione sistematica di programmi di Infection Prevention and Control (IPC).Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, fino al 70% delle ICA può essere prevenuto nei Paesi ad alto reddito mediante programmi efficaci di prevenzione e controllo delle infezioni, adeguata sorveglianza, corretta igiene delle mani e uso appropriato degli antibiotici.
La prevenzione delle ICA rappresenta oggi uno degli obiettivi prioritari dei sistemi sanitari ed è parte integrante delle strategie di sicurezza delle cure.
Per approfondire:
Ministero della salute. Come ridurre l’impatto delle ICA
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I cinque pilastri della prevenzione delle ICA
I pilastri per prevenire le infezioni correlate all'assistenza sono:- igiene delle mani
- corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
- gestione sicura dei dispositivi invasivi
- pulizia e sanificazione dell'ambiente
- uso appropriato degli antibiotici.
Strumenti per un programma IPC efficace
I principali strumenti di un programma efficace di prevenzione e controllo delle infezioni (Infection Prevention and Control – IPC) sono:- sorveglianza epidemiologica
- uso appropriato degli antibiotici (Antimicrobial Stewardship)
- formazione continua degli operatori
- monitoraggio dell'adesione alle buone pratiche
- audit e restituzione dei risultati
- corretta gestione dell'ambiente assistenziale
- vaccinazione di operatori e soggetti a rischio.
La sorveglianza epidemiologica
La sorveglianza è una valutazione continua della diffusione delle infezioni e dei fattori ad esse correlati con l’obiettivo di conoscere l’impatto del problema a livello locale (e nazionale) e dare priorità a eventuali azioni correttive che ne permettano un controllo efficace.Le strutture possono implementare sistemi di monitoraggio interni e/o aderire a campagne nazionali/europee con lo scopo di indagare la prevalenza delle ICA (es. studio HALT).
I 3 punti chiave in cui si articola la sorveglianza sono:
- Analisi della frequenza delle infezioni (indagini di prevalenza e studi d'incidenza ad hoc). Attraverso indagini di prevalenza puntuale (PPS) è possibile avere l’immagine della population che in un dato momento presenta un’infezione; ciò consente di valutare l’entità dei pazienti a rischio di infezioni prevenibili (ad es. quanti pazienti hanno un’infezione del tratto urinario associata a catetere). Se ripetuto nel tempo, questo tipo di studi può costituire una sorveglianza continuativa. L'ECDC coordina gli studi di prevalenza PPS negli ospedali per acuti e il progetto HALT nelle strutture di assistenza a lungo termine. Gli studi di incidenza misurano la proporzione di nuove infezioni che si verificano in un determinato periodo di tempo. Permettono stime, valutazioni e confronti più accurati ma risultano più dispendiosi (sia di tempo che di risorse) degli studi di prevalenza.
- Monitoraggio di germi resistenti agli antimicrobici. Il monitoraggio dei germi resistenti agli antimicrobici avviene attraverso l’attività di una rete di laboratori di microbiologia coordinata dall’ISS (protocollo AR-ISS). Attraverso AR-ISS, l’Italia partecipa alla sorveglianza europea EARS-Net di ECDC. Per la Toscana, l’Agenzia regionale di sanità (ARS) coordina la rete SMART (Rete di sorveglianza microbiologica e dell’antibiotico-resistenza in Toscana).
- Intercettazione precoce di outbreak. Le residenze sociosanitarie assistenziali possono istituire o partecipare a programmi di sorveglianza proattiva per l’individuazione precoce di outbreak e/o di pazienti colonizzati da germi MDR. Le strutture possono inoltre contribuire implementando metodi diagnostici rapidi per la gestione di percorsi specifici (ad es. paziente critico).
Uso corretto degli antimicrobici
L'uso appropriato degli antibiotici costituisce uno dei pilastri della prevenzione delle ICA e del contrasto all'antimicrobico-resistenza. I programmi di Antimicrobial Stewardship promuovono la scelta dell'antibiotico più appropriato, alla dose corretta e per il tempo strettamente necessario, migliorando gli esiti clinici e riducendo la selezione di microrganismi resistenti.Le strutture possono contribuire alla lotta all’antibiotico-resistenza predisponendo programmi di monitoraggio interni ma, soprattutto, seguendo le linee di indirizzo regionali/nazionali sull’uso degli antibiotici che si sviluppano in due punti principali:
Antimicrobial stewardship è un programma coordinato che promuove l'uso appropriato degli antimicrobici (compresi gli antibiotici), migliora l’outcome dei pazienti, riduce la resistenza microbica e diminuisce la diffusione delle infezioni causate da organismi MDR (per approfondire il programma di Antimicrobial stewardship di Regione Toscana, april la Delibera n.415 del 19-04-2021).
Monitoraggio dei consumi. Sull’analisi del consumo di antibiotici della regione Toscana si può consultare l'atlante dell'antimicrobico-resistenza Infezioni Obiettivo Zero a cura dell'Agenzia regionale di sanità e il report L’antibiotico-resistenza e l’uso di antibiotici in Toscana.
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Le precauzioni standard
Le precauzioni standard devono essere applicate durante l'assistenza a tutti i pazienti, indipendentemente dalla diagnosi o dal sospetto di infezione.Igiene delle mani
Una corretta igiene delle mani è uno degli interventi più semplici da implementare oltre che uno dei più efficaci, con riduzioni del 50% nella trasmissione dei patogeni laddove applicata correttamente.I 5 momenti chiave per l’igiene delle mani, indipendentemente dall’uso dei guanti, sono:
- prima del contatto col paziente
- prima di una manovra asettica
- dopo rischio/esposizione ad un liquido biologico
- dopo il contatto con il paziente
- dopo il contatto con ciò che sta attorno al paziente.
Gli elementi chiave per promuovere una corretta igiene delle mani tra gli operatori sono:
- formazione sui 5 momenti in cui è necessario eseguire l’igiene mani (per saperne di più, consulta l'infografica OMS)
- formazione sulla corretta tecnica di igiene mani con acqua e sapone o con gel idroalcolico (per saperne di più, consulta l'infografica OMS)
- formazione sull’uso appropriato dei guanti (l’uso dei guanti non sostituisce una corretta igiene delle mani)
- evitare l’uso di monili (anelli, bracciali, unghie ricostruite ecc..) promozione dell’igiene delle mani con strategie appropriate
- verifica dell’adesione da parte degli operatori all’igiene mani (osservazione periodica e diffusione dei risultati).
Uso dei dispositivi di protezione individuale
La scelta del DPI deve essere effettuata sulla base della valutazione del rischio assistenziale e della modalità di trasmissione del microrganismo.Uso dei guanti
- Indossare i guanti quando si prevede il contatto con sangue o materiali biologici, mucose, cute non integra (es. ferite, lesioni) o cute potenzialmente contaminata.
- Sostituire i guanti dopo il contatto con:
- il paziente
- l’ambiente immediatamente circostante al paziente
- durante l’assistenza allo stesso paziente quando si passa da un sito corporeo contaminato ad uno pulito.
- Rimozione dei guanti. Per avere nozioni tecniche sull'uso corretto dei guanti vedi il Foglio informativo sull'uso dei guanti basato sulle Linee guida OMS per l’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria.
- Indossare i guanti nelle aree comuni aumenta il rischio di trasmissione crociata delle infezioni.
Uso di mascherine, occhiali protettivi, schermi facciali
- Indossare dispositivi di protezione per proteggere le mucose di occhi, naso e bocca durante procedure/assistenza al paziente che possano comportare schizzi o aerosol di sangue, liquidi biologici, secrezioni ed escrezioni.
Uso del camice
- Indossare il camice per proteggere la cute ed evitare di contaminare gli abiti durante procedure e attività di assistenza che comportino il contatto con sangue, liquidi corporei, secreti o escreti.
- Dopo l’uso, rimuovere immediatamente il camice ed effettuare l’igiene delle mani.
Gestione dispositivi medici, terapia e aghi
- Gestione dispositivi medici: indossare dispositivi di protezione per manipolare attrezzature, strumenti e dispositivi contaminati da sangue/altri liquidi biologici. Decontaminare il materiale biologico su strumenti e attrezzature prima delle procedure di pulizia, disinfezione e sterilizzazione. Smaltire i dispositivi monouso contaminati immediatamente dopo l’utilizzo.
- Terapia iniettiva: adottare tecniche asettiche ed eliminare le preparazioni se la sterilità è compromessa o dubbia. Non usare la stessa siringa per somministrare farmaci a più pazienti anche se si sostituisce l’ago. Usare, se possibile, fiale monodose per preparazioni parenterali.
- Protezione agenti trasmissibili per via ematica: infortuni derivati da puntura d’ago e/o oggetti taglienti sono stati associati alla trasmissione di HBV, HCV, HIV agli operatori sanitari.
Le precauzioni aggiuntive
Per alcune patologie, in aggiunta alle precauzioni standard, vengono adottate alcune precauzioni addizionali:Precauzioni per la trasmissione per via aerea
Vengono adottate per operazioni di assistenza a pazienti noti o sospetti per infezione da patogeni trasmessi da nuclei di goccioline aerodiffuse e che possono rimanere sospesi e diffusi dalle correnti d'aria all'interno di una stanza o nel reparto (per es. di malattie come morbillo, varicella e TBC).- Collocare il paziente in una stanza singola (o con altri pazienti affetti dalla stessa patologia se non sono presenti altre infezioni e non ci sono controindicazioni). Sono da preferire, se disponibili, stanze con ricambio d’aria opportuno e con assenza di ricircolo dell'aria estratta nelle aree circostanti. Laddove presenti si preferiscono stanze a pressione negativa.
- È importante che la porta della stanza rimanga chiusa e il paziente rimanga nella stanza.
- Quando il personale dell’assistenza entra nella stanza deve indossare mascherina di protezione respiratoria (FFP2 o FFP3).
- È importante limitare il movimento e il trasporto del paziente ai motivi di necessità. Se si rende necessario lo spostamento, far indossare al paziente una mascherina chirurgica.
- Informare chi dovrà trasportare il paziente del tipo di precauzioni da applicare.
Precauzioni per la trasmissione attraverso droplets
Vengono adottate per operazioni di assistenza a pazienti noti o sospetti per infezione da patogeni trasmessi da droplets (goccioline di diametro superiore a 5 um) che possono essere generati con lo starnuto, la tosse, la conversazione o alcune manovre. Considerata la dimensione, la loro diffusione è limitata nello spazio (per es. in caso di malattie: N. menigitidis, pertosse, influenza, rosolia).- Collocare il paziente in una stanza singola (o assieme ad altri pazienti affetti dalla stessa patologia se non sono presenti altre infezioni e non ci sono controindicazioni). Se non è possibile porre il paziente in una stanza singola mantenere una separazione spaziale di almeno un metro tra il paziente infetto e altri pazienti o visitatori.
- Quando il personale dell’assistenza entra nella stanza deve indossare mascherina di protezione respiratoria (FFP2).
- È importante limitare il movimento ed il trasporto del paziente ai motivi di necessità. Se si rende necessario lo spostamento, far indossare al paziente una mascherina chirurgica.
- Informare chi dovrà trasportare il paziente del tipo di precauzioni da applicare.
Precauzioni per la trasmissione da contatto
Vengono adottate per operazioni di assistenza a pazienti noti o sospetti per infezione da patogeni trasmessi attraverso il contatto diretto con il paziente (contatto con le mani o da cute a cute) o contatti indiretti con superfici ambientali contaminate o con oggetti usati per l'assistenza al paziente (ad es in caso di malattie: Herpes simplex, patologie gastrointestinali, impetigine, ascessi, decubiti, pediculosi, scabbia).- Collocare il paziente in una stanza singola (o assieme ad altri pazienti affetti dalla stessa patologia se non sono presenti altre infezioni e non ci sono controindicazioni).
- Quando il personale dell’assistenza entra nella stanza deve indossare i guanti protettivi ed il camice protettivo. Cambiarsi i guanti dopo operazioni con materiale infetto (es materiale fecale o essudato da ferite). Rimuovere i guanti ed il camice prima di lasciare la stanza del paziente; effettuare l’igiene delle mani anche con un agente antimicrobico (vedi igiene delle mani).
- È importante limitare il movimento ed il trasporto del paziente ai motivi di necessità. Evitare l'uso di strumenti o attrezzature per l'assistenza a pazienti diversi se non adeguatamente trattati in precedenza.
- Informare chi dovrà trasportare il paziente del tipo di precauzioni da applicare.
- Per saperne di più, consulta l'Allegato A del Decreto n.17278 del 23-10-2019. Indicazioni operative per il controllo della trasmissione di enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE) produttori di carbapenemasi (CPE)
Formazione degli operatori ed ECM
La formazione del personale delle residenze sociosanitarie assistenziali accreditate viene svolta in accordo ai requisiti e gli indicatori previsti dall’accreditamento.All’interno delle residenze sociosanitarie assistenziali sono individuati dei referenti infermieristici per le ICA (e medici, se presenti), in accordo con la normativa nazionale e la delibera regionale di riferimento. Il personale medico ed infermieristico, inoltre, è tenuto ad assolvere agli obblighi formativi derivanti dall’educazione continua in medicina (ECM).
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Sanificazione e igiene ambientale
La sanificazione consiste in una serie di procedimenti e operazioni di pulizia, di detersione e/o di successiva disinfezione e di ricambio di aria al fine di rendere salubre un ambiente e di mantenere una buona qualità dell’aria.Pulizia, detersione e disinfezione
Per pulizia si intende l’insieme di tutte quelle operazioni atte a rimuovere e asportare rifiuti, polveri e sporco di qualsiasi natura, dalle superfici; rimuovendo dal substrato la componente organica si ostacola la ricolonizzazione.La detersione, invece, viene definita come un’operazione che ha lo scopo di eliminare o allontanare qualsiasi traccia di sporco presente sui substrati, mediante un’adeguata azione meccanica per un determinato tempo di azione in modo da renderli otticamente puliti ma senza causare alterazioni nelle caratteristiche fisiche della superficie.
Con il termine disinfezione si intende un processo chimico o fisico che riduce il livello di contaminazione microbica e che mira all’eliminazione dei microrganismi patogeni o indesiderabili da un determinato substrato inanimato.
Superfici ad alto contatto (high touch surfaces)
La trasmissione dei patogeni nelle residenze sociosanitarie assistenziali avviene principalmente mediante contatto indiretto attraverso le superfici più frequentemente toccate dalle mani di operatori sanitari e pazienti e che quindi sono le più contaminate dai microrganismi (le cosiddette high touch surfaces).Alcuni esempi di queste superfici sono: i letti e le sponde, la biancheria, i comodini, le sedie, campanelli, i piani di lavoro, maniglie, i termometri timpanici, i telefoni di reparto o le tastiere dei pc (vedi il rapporto Best Practices for Environmental Cleaning for Prevention and Control of Infections in All Health Care Settings, a cura di Public Health Ontario - Provincial Infectious Diseases Advisory Committee, 2018).
Durante la sanificazione, perciò, occorre avere maggiore attenzione per queste superfici; laddove necessario (es. sala di attesa) il trattamento va effettuato a intervalli orari più frequenti rispetto ad altre superfici e può essere previsto un monitoraggio microbiologico.
I prodotti disinfettanti devono essere utilizzati secondo le indicazioni del produttore e nel rispetto delle procedure aziendali e delle normative vigenti.
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Vaccinazione di personale e pazienti
Sia i residenti che il personale dipendente delle residenze sociosanitarie assistenziali appartengono a categorie a rischio per cui sono fortemente indicate alcune vaccinazioni.Per maggiori informazioni, consulta la sezione dedicata alle vaccinazioni sul nostro sito web e la pagina persone di età ≥ 60 anni del sito web del Ministero della salute.
La vaccinazione degli operatori sanitari rappresenta una misura fondamentale per proteggere sia il personale sia i pazienti più fragili, contribuendo a ridurre la trasmissione di agenti infettivi nelle strutture assistenziali.
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