Focus Toscana: i fattori di rischio per il burden infettivo e l'incidenza di batteriemie da batteri resistenti ai carbapenemi
29 Luglio 2026
I risultati dell'obiettivo 5 del progetto ministeriale CCM 2023 La tutela della salute nelle strutture residenziali sociosanitarie, guidato da ARS Toscana e Università di Pisa, offrono spunti e riflessioni concrete sul burden infettivo nelle RSA toscane.
L'integrazione dei dati della rete dei Laboratori di microbiologia della Regione Toscana ha permesso di condurre un'analisi avanzata (tramite modelli statistici multivariati) per isolare i fattori di rischio reali legati sia al carico infettivo generale sia all'insorgenza di patologie da microrganismi critici come i CRE (Enterobatteri resistenti ai carbapenemi).
Per saperne di più:
L'integrazione dei dati della rete dei Laboratori di microbiologia della Regione Toscana ha permesso di condurre un'analisi avanzata (tramite modelli statistici multivariati) per isolare i fattori di rischio reali legati sia al carico infettivo generale sia all'insorgenza di patologie da microrganismi critici come i CRE (Enterobatteri resistenti ai carbapenemi).
Fattori associati al burden infettivo (accessi in PS e ricoveri)
- Intensità dello scambio RSA-ospedale: nelle realtà toscane dove i trasferimenti storici tra la singola RSA e l'ospedale sono molto elevati, il tasso di accessi al PS per infezione raddoppia (+102,1%) e il tasso di ricovero ospedaliero aumenta del 125,6%.
- Densità della rete territoriale: far parte di reti territoriali più numerose (con un numero maggiore di RSA collegate al medesimo ospedale hub) agisce da fattore protettivo, riducendo i ricoveri del 2,8% e gli accessi in PS del 4,2%.
- Dimensione della RSA: non influenza gli accessi in PS o i ricoveri per cause infettive.
- Durata della permanenza in struttura: ogni giorno in più di permanenza riduce stabilmente il rischio di ospedalizzazione e invio in PS (-1,1% al giorno), confermando che la stabilità dell'ambiente residenziale protegge dagli eventi infettivi acuti.
I fattori di rischio per l'incidenza di CRE in Toscana
I dati 2023-2024 per la Toscana evidenziano che, sebbene la quota di residenti con colonizzazione intestina da CRE all'ingresso si attesti intorno al 2%, l'insorgenza di nuovi casi è fortemente condizionata da tre elementi chiave:- Comorbilità clinica (Indice di Charlson > 2): le RSA che ospitano quote maggiori di residenti con elevate patologie croniche concomitanti mostrano un aumento significativo dell’incidenza CRE (+3,3%).
- Circolazione di infezioni nel sangue (BSI) nel territorio (+74%): Trovarsi all'interno di un'Unità Territoriale con un'incidenza di batteriemie superiore alla media aumenta il rischio di nuovi casi di CRE nella RSA di ben 1,74 volte (quasi l'80% in più).
- Variabilità dell'Unità territoriale: Il passaggio da un'Unità territoriale a basso rischio a una ad alto rischio incrementa l'incidenza di CRE fino a 1,4 volte (+40%), a riprova di quanto il contesto epidemiologico locale influenzi la singola struttura.
Spunti operativi per la gestione nelle RSA
Per gli operatori e le direzioni delle RSA, questi risultati si traducono in quattro indicazioni chiave per l'azione quotidiana.- Governare le transizioni RSA-ospedale (stewardship dei trasferimenti). Poiché l’intensità degli scambi con l’ospedale raddoppia il rischio di accessi al PS e ricoveri per infezione, è essenziale rafforzare la gestione clinica interna e i percorsi di continuità assistenziale per evitare trasferimenti impropri o prematuri.
- Valorizzare la stabilità della permanenza. I dati dimostrano che la permanenza prolungata e stabile in struttura funge da fattore protettivo. Favorire ambienti di vita stabili, ridurre le movimentazioni interne non necessarie e standardizzare le routine di infection control contribuisce a mantenere basso il rischio di eventi infettivi acuti.
- Sorveglianza mirata per i residenti complessi. Con l'aumentare della comorbilità cresce il rischio di acquisizione di CRE. È prioritario implementare protocolli di sorveglianza e prevenzione (es. igiene delle mani, uso razionale di presidi invasivi e dispositivi) prioritariamente sui residenti a maggior carico di patologie croniche.
- Fare rete sul territorio. Le strutture non devono considerarsi "isole", ma è necessario monitorare attivamente i dati epidemiologici del proprio territorio, adeguando il livello di allerta e le misure di isolamento o screening in base alla circolazione esterna dei patogeni. Inserirsi attivamente in reti territoriali integrate e strutturate riduce significativamente la pressione ospedaliera. La collaborazione stretta con i Dipartimenti di prevenzione, le Infettivologie territoriali e gli altri nodi della rete sanitaria rappresenta la principale leva strategica per contrastare l'antimicrobico-resistenza (AMR).
Per saperne di più:
- apri e scarica la presentazione di ARS Toscana e Università degli studi di Pisa alla Consensus Conference del 9 luglio 2026 Comprendere le reti per prevenzione e controllo - dal burden al sistema all'intervento
- leggi l'approfondimento Infezioni nelle RSA: dal progetto CCM nuovi strumenti e un approccio di rete per il controllo del rischio
- leggi l'approfondimento Oltre le mura della RSA: come reti, vulnerabilità e flussi tra ospedale e struttura cambiano la gestione delle infezioni
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