Quanto sono frequenti le infezioni correlate all'assistenza?
10 Luglio 2026
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Secondo le più recenti stime dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), ogni anno negli ospedali dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo circa 4,3 milioni di pazienti acquisiscono almeno un'infezione correlata all'assistenza, per un totale di oltre 3,5 milioni di episodi di ICA.
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Questi dati risultano sostanzialmente in linea con quelli osservati in altri Paesi europei, pur evidenziando un utilizzo degli antibiotici superiore alla media dell'Unione europea.
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L'indagine HALT-4 è stata condotta nel 2024 su un campione nazionale di 470 strutture e 31.670 residenti.
Il giorno dell'indagine il 2,6% dei residenti presentava almeno una infezione correlata all'assistenza, numero in calo rispetto a quella precedente (2017): le più frequenti erano urinarie (37,8%) e respiratorie (33,3%).
Inoltre, 915 residenti (2,9%) erano in trattamento con antimicrobici, principalmente penicilline (26,3%), cefalosporine (24,6%) e fluorochinoloni (10,5%). Il 46,2% dei microrganismi monitorati risultava resistente ad almeno una classe di antibiotici.
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dedicata alle infezioni correlate all'assistenza
- Impatto e diffusione delle infezioni correlate all'assistenza (ICA) in Europa
- Come si misura la frequenza: gli studi PPS
- Il monitoraggio nelle strutture di lungodegenza: il progetto HALT
- I dati sulle infezioni e uso di antibiotici in Italia
- La situazione nelle RSA e strutture residenziali
- Sitografia di riferimento
Impatto e diffusione delle ICA in Europa
Le infezioni correlate all'assistenza rappresentano uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale.Secondo le più recenti stime dell'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), ogni anno negli ospedali dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo circa 4,3 milioni di pazienti acquisiscono almeno un'infezione correlata all'assistenza, per un totale di oltre 3,5 milioni di episodi di ICA.
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Come si misura la frequenza: gli studi PPS
La frequenza delle ICA viene monitorata attraverso gli studi di prevalenza puntuale (Point Prevalence Survey, PPS), che consentono di fotografare la diffusione delle infezioni e dell'uso degli antibiotici in un determinato momento. In queste indagini tutte le strutture partecipanti raccolgono i dati nello stesso intervallo di tempo, permettendo il confronto tra ospedali, regioni e Paesi.Torna all'indice
Il monitoraggio nelle strutture di lungodegenza: il progetto HALT
Negli ospedali per acuti europei i PPS rilevano sia la prevalenza delle infezioni correlate all'assistenza sia il consumo di antibiotici. Nelle strutture residenziali e socioassistenziali, invece, il monitoraggio viene effettuato attraverso il progetto HALT (Healthcare-Associated Infections in Long-Term Care Facilities), coordinato anch'esso dall'ECDC.Torna all'indice
I dati sulle infezioni e uso di antibiotici in Italia
In Italia, l'ultima indagine nazionale di prevalenza (2022) coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità nell'ambito del protocollo ECDC ha evidenziato che l'8,2% dei pazienti ricoverati negli ospedali per acuti presenta almeno un'ICA, mentre circa il 44% dei pazienti riceve almeno una terapia antibiotica nel giorno dell'indagine.Questi dati risultano sostanzialmente in linea con quelli osservati in altri Paesi europei, pur evidenziando un utilizzo degli antibiotici superiore alla media dell'Unione europea.
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La situazione nelle RSA e strutture residenziali
Nelle strutture residenziali per anziani e nelle altre strutture di assistenza a lungo termine, la prevalenza delle ICA è generalmente inferiore rispetto agli ospedali per acuti, ma rimane comunque rilevante per l'elevata fragilità degli ospiti e per l'ampio impiego di dispositivi invasivi e di antibiotici.L'indagine HALT-4 è stata condotta nel 2024 su un campione nazionale di 470 strutture e 31.670 residenti.
Il giorno dell'indagine il 2,6% dei residenti presentava almeno una infezione correlata all'assistenza, numero in calo rispetto a quella precedente (2017): le più frequenti erano urinarie (37,8%) e respiratorie (33,3%).
Inoltre, 915 residenti (2,9%) erano in trattamento con antimicrobici, principalmente penicilline (26,3%), cefalosporine (24,6%) e fluorochinoloni (10,5%). Il 46,2% dei microrganismi monitorati risultava resistente ad almeno una classe di antibiotici.
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Sitografia di riferimento
- Epicentro. Sorveglianza delle infezioni correlate all'assistenza
- Regione Toscana. Infezioni nell'assistenza
- ARS Toscana. Le infezioni correlate all'assistenza nelle RSA toscane
- Ministero della salute. Infezioni correlate all'assistenza: cosa sono e cosa fare
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