Che cos’è la sepsi?
10 Luglio 2026
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Sebbene possa svilupparsi in qualunque persona affetta da un'infezione, il rischio è maggiore nei soggetti più fragili, quali neonati, anziani, persone con malattie croniche, pazienti immunodepressi o con altre condizioni che compromettono le difese immunitarie.
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Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno milioni di persone nel mondo sviluppano una sepsi e una quota significativa dei casi è associata all'assistenza sanitaria. Il riconoscimento precoce e il trattamento tempestivo migliorano significativamente la prognosi.
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Prima dell'inizio della terapia antibiotica, purché ciò non comporti ritardi significativi, devono essere eseguiti i principali prelievi microbiologici (ad esempio emocolture e, quando indicato, campioni provenienti da urine, secrezioni respiratorie, ferite chirurgiche o dispositivi invasivi), al fine di identificare il microrganismo responsabile e orientare successivamente la terapia.
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La setticemia è un termine tradizionalmente impiegato per indicare la presenza e la moltiplicazione di microrganismi nel sangue (batteriemia associata a manifestazioni cliniche). Oggi il suo utilizzo è progressivamente diminuito nella pratica clinica.
La sepsi, invece, è definita come una disfunzione d'organo potenzialmente letale causata da una risposta alterata dell'organismo a un'infezione. Può svilupparsi sia in presenza sia in assenza di batteri nel sangue: non è quindi necessario che vi sia una batteriemia perché si sviluppi una sepsi.
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dedicata alle infezioni correlate all'assistenza
- Definizione di sepsi e soggetti a rischio
- Fattori di rischio legati all'assistenza
- Impatto epidemiologico della sepsi
- I tre passaggi fondamentali nella gestione
- Sepsi e setticemia: qual è la differenza?
- Sitografia di riferimento
Definizione di sepsi e soggetti a rischio
La sepsi è una grave complicanza di un'infezione, caratterizzata da una risposta alterata dell'organismo all'infezione che provoca una disfunzione d'organo potenzialmente letale. Rappresenta un'emergenza medica e richiede un riconoscimento e un trattamento tempestivi.Sebbene possa svilupparsi in qualunque persona affetta da un'infezione, il rischio è maggiore nei soggetti più fragili, quali neonati, anziani, persone con malattie croniche, pazienti immunodepressi o con altre condizioni che compromettono le difese immunitarie.
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Fattori di rischio legati all'assistenza
Anche alcuni fattori correlati all'assistenza aumentano il rischio di sviluppare una sepsi, tra cui:- ricovero ospedaliero prolungato, soprattutto nei reparti ad alta intensità di cura
- interventi chirurgici
- utilizzo di dispositivi invasivi, quali cateteri venosi centrali, cateteri urinari e ventilazione meccanica
- infezioni correlate all'assistenza causate da microrganismi particolarmente virulenti o resistenti agli antibiotici.
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Impatto epidemiologico della sepsi
La sepsi rappresenta una delle principali cause di mortalità correlata alle infezioni.Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno milioni di persone nel mondo sviluppano una sepsi e una quota significativa dei casi è associata all'assistenza sanitaria. Il riconoscimento precoce e il trattamento tempestivo migliorano significativamente la prognosi.
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I tre passaggi fondamentali nella gestione della sepsi
Riconoscimento precoce
Il riconoscimento tempestivo della sepsi è essenziale per iniziare rapidamente il trattamento. I sintomi possono comprendere:- febbre oppure temperatura corporea ridotta (ipotermia)
- brividi
- aumento della frequenza cardiaca
- aumento della frequenza respiratoria
- stato confusionale o alterazione dello stato di coscienza
- ipotensione arteriosa
- riduzione della diuresi.
- frequenza respiratoria ≥ 22 atti/minuto
- pressione arteriosa sistolica ≤ 100 mmHg
- alterazione dello stato mentale.
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Identificazione della fonte dell'infezione
Quando si sospetta una sepsi è importante individuare rapidamente il focolaio infettivo.Prima dell'inizio della terapia antibiotica, purché ciò non comporti ritardi significativi, devono essere eseguiti i principali prelievi microbiologici (ad esempio emocolture e, quando indicato, campioni provenienti da urine, secrezioni respiratorie, ferite chirurgiche o dispositivi invasivi), al fine di identificare il microrganismo responsabile e orientare successivamente la terapia.
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Trattamento tempestivo
Il trattamento deve essere iniziato il più precocemente possibile e comprende:- somministrazione di antibiotici empirici ad ampio spettro, successivamente rimodulati in base ai risultati microbiologici
- terapia infusionale con liquidi per sostenere la considerazione
- ossigenoterapia e supporto delle funzioni vitali quando necessario
- controllo della fonte dell'infezione (source control), mediante drenaggio di raccolte purulente, rimozione o sostituzione di dispositivi contaminati o altri interventi chirurgici, quando indicati.
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Sepsi e setticemia: qual è la differenza?
I termini sepsi e setticemia vengono spesso utilizzati como sinonimi, ma indicano condizioni differenti.La setticemia è un termine tradizionalmente impiegato per indicare la presenza e la moltiplicazione di microrganismi nel sangue (batteriemia associata a manifestazioni cliniche). Oggi il suo utilizzo è progressivamente diminuito nella pratica clinica.
La sepsi, invece, è definita come una disfunzione d'organo potenzialmente letale causata da una risposta alterata dell'organismo a un'infezione. Può svilupparsi sia in presenza sia in assenza di batteri nel sangue: non è quindi necessario che vi sia una batteriemia perché si sviluppi una sepsi.
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Sitografia di riferimento
- ISS. La salute dalla A alla Z: Sepsi
- WHO. Sepsis
- ARS Toscana. Capire i numeri della sepsi in Toscana. A cura di: S.Forni F.Gemmi S.Bartolacci
- HealthLab, il podcast di ARS Toscana su sanità e salute: la prima puntata è dedicata alla sepsi. Sepsi: cos'è, come riconoscerla, perché agire subito
- Surviving Sepsis Campaign. La campagna internazionale Surviving Sepsis Campaign (SSC) è un'iniziativa congiunta della Society of Critical Care Medicine (SCCM) e della European Society of Intensive Care Medicine (ESICM), guidata da esperti internazionali multidisciplinari impegnati a ridurre la mortalità e la morbilità causate da sepsi e shock settico.
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