Vaccino di Janssen-Johnson & Johnson

Prodotto dall’azienda Janssen Pharmaceutica, filiale del gruppo Johnson & Johnson, è un vaccino a vettore virale basato su adenovirus umano di tipo 26 a cui è stata rimossa la possibilità di potersi replicare. Il suo materiale genetico è stato modificato per contenere un gene per la codifica della proteina Spike del virus SARS-CoV-2. La successiva produzione della proteina stimola l’organismo a produrre anticorpi neutralizzanti e una risposta cellulo mediata.

Per tutte le informazioni:
Vaccino Janssen di Johnson & Johnson sul sito web del Ministero della salute
Vaccino COVID-19 Janssen sul sito web di Aifa

Storia

Il vaccino Johnson & Johnson è stato approvato il 1 marzo 2021 negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration. Dopo parere favorevole da parte dell’EMA, è stato autorizzata anche in Italia dall’AIFA il 12 marzo 2021.

Target

Persone di età pari o superiori a 18 anni.

Composizione             

Il vaccino è venduto in flaconi contenenti 5 dosi da 0,5 mL ciascuno. Non necessita di diluizioni.

Regole di somministrazione

A differenza degli altri vaccini approvati finora, per il vaccino J&J è prevista la somministrazione una singola dose. Questo ne garantisce una maggiore versatilità di utilizzo.

Dati di efficacia

Trial clinico multicentrico di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo (studio Ensemble, tuttora in corso), condotto negli Stati Uniti, in Sudafrica e nei Paesi del Sud America, per la valutazione di efficacia, sicurezza e immunogenicità di una dose singola di COVID-19 Vaccine Janssen per la prevenzione di COVID-19 in adulti di età pari o superiore a 18 anni.
  • Efficacia del 66,9% (IC 95% 59,0-73,4) nel prevenire lo sviluppo della malattia moderata o grave/critica dopo 14 giorni e del 66,1% (55,0-74,8%) dopo 28 giorni dalla vaccinazione (inclusi gli ultrasessantenni)
  • Efficacia del 76,7 % dopo 14 giorni e 85,4% dopo 28 giorni nel prevenire le sole forme gravi
  • Efficacia del 100% (IC 95% 74,3-100%) nel prevenire il ricovero correlato a COVID-19 dopo 28 giorni dall vaccinazione.
L’efficacia è risultata sovrapponibile anche stratificando per età, sesso, etnia e presenza di comorbilità.

Conservazione

Può essere conservato fino a 2 anni a temperature tra i -15°C e i -25°C. Fino a tre mesi alle temperature dei normali frigoriferi, ovvero tra i 2°C e 8°C. Quando scongelato non può essere ricongelato e rimane efficace a temperatura ambiente (fino a  25°C) per 6 ore.

Effetti collaterali

Negli studi clinici il vaccino di Janssen ha mostrato una buona sicurezza e poche reazioni avverse. La maggior parte di questi effetti collaterali sono stati di entità moderata o lieve e di breve durata e si sono sviluppate a distanza di 1-2 giorni dalla vaccinazione. Nello specifico, i più comuni effetti collaterali osservati sono stati:
  • mal di testa
  • nausea e/o vomito
  • dolori muscolari e articolari
  • febbre superiore a 38°C con e senza brividi
  • segni e sintomi localizzati al sito di iniezione (dolore e/o dolorabilità, gonfiore, arrossamento, prurito, calore, comparsa di lividi)
  • affaticamento, sonnolenza e malessere generale
Come per il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e  AstraZeneca, anche per il J&J sono stati riportati alcuni casi molto rari di manifestazioni trombotiche e trombocitopeniche, con possibile sviluppo di trombosi in sedi anomale. Il 20 aprile 2021 il Comitato di sicurezza dell'EMA (PRAC) ha definito la necessità di riportare questi eventi tra i possibili effetti collaterali molto rari del vaccino anti COVID-19 di Janssen. Come per il vaccino Vaxzevria, la popolazione maggiormente colpita è rappresentata da donne di età inferiore ai 60 anni ma, anche in questo caso, non è stato possibile ancora individuare con chiarezza dei fattori di rischio specifici e predisponenti.

In Italia, con la circolare del 21 aprile 2021 il Ministero della Salute ha definito per il vaccino di Janssen le stesse condizioni di utilizzo del vaccino Vaxzervia, ovvero la somministrazione a partire dalla maggiore età e in via preferenziale nei soggetti di età pari o superiore a 60 anni, visto il  chiaro rapporto rischio/beneficio favorevole in relazione alla riduzione delle ospedalizzazioni e dei decessi rispetto al possibile sviluppo di effetti collaterali.