Il vaccino Spikevax (Moderna), autorizzato nei primi giorni di gennaio 2021 come secondo vaccino anti-COVID in Europa, si basa sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA). Questa tecnologia fornisce l'informazione genetica alle cellule per produrre copie della proteina spike del virus SARS-CoV-2, stimolando così la produzione di anticorpi specifici e attivando le cellule T. Il vaccino non rimane nell'organismo poiché l'mRNA si degrada poco dopo la somministrazione.
Il vaccino Spikevax risulta approvato a partire dai 6 mesi di età ed è utilizzabile sia in gravidanza sia durante l'allattamento. È stato progressivamente aggiornato nel tempo ed è attualmente autorizzato per la prevenzione di alcune varianti della malattia da COVID-19.
Nei trial clinici iniziali sugli adulti ha dimostrato un'
efficacia del 94,1% nel prevenire l'infezione sintomatica e del 100% contro le forme gravi, mantenendo una buona protezione dalle ospedalizzazioni e dai decessi anche con i successivi aggiornamenti contro le varianti.
Le reazioni avverse più comuni sono state di lieve o moderata entità (dolore e gonfiore al sito d'iniezione, stanchezza, mal di testa, brividi, febbre, linfonodi ingrossati). Casi molto rari di miocardite e pericardite sono stati segnalati soprattutto nelle due settimane successive alla somministrazione, in particolare nei giovani di sesso maschile.
Vaccino Moderna Spikevax (mRNA-1273): informazioni aggiornate
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