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a cura di Agenzia regionale di sanità Toscana 

Campagna antinfluenzale 2026-2027 in RSA: una guida per per gli operatori toscani


L'influenza stagionale rappresenta una delle sfide più critiche di sanità pubblica all'interno delle residenze sanitarie assistenziali. Per gli operatori delle RSA, vaccinarsi significa tutelare se stessi e la salute dei residenti. Questa guida traduce le direttive ufficiali della Circolare ministeriale in strumenti operativi immediati.

Indice degli argomenti:


Stagione 2026-2027

La stagione 2026-2027 è caratterizzata da una novità di rilievo: la scomparsa definitiva del lignaggio B/Yamagata, non più rilevato a livello globale dalla primavera del 2020 e ormai considerato estinto.

  • Questa evoluzione epidemiologica ha permesso all'OMS e al Ministero di ottimizzare la formulazione dei vaccini, passando stabilmente a una composizione trivalente mirata contro i ceppi A/H1N1pdm09, A/H3N2 e B/Victoria.
  • La rimozione di un ceppo non più circolante non riduce l'efficacia, anzi, concentra la risposta immunitaria sui virus realmente attivi.

 
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Avvio della campagna vaccinale nelle RSA toscane

Da mercoledì 7 ottobre 2026 ha inizio la vaccinazione degli ospiti delle RSA.

La campagna sarà realizzata dai medici di Medicina generale in collaborazione con il personale delle Aziende sanitarie territoriali. Le dosi di vaccino antinfluenzale verranno consegnate in tempo utile direttamente alle RSA, a seguito dell’acquisizione dei fabbisogni da parte delle Aziende Usl, che provvederanno anche alla distribuzione del prodotto.
 
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Qual è l'impatto dell'influenza nelle RSA e quali sono i rischi per i fragili?

Nelle RSA l'influenza e le polmoniti ad essa associate si confermano stabilmente tra le prime 10 cause di morte in Italia. La combinazione di ambienti comunitari chiusi e la naturale fragilità dei residenti richiede un livello di allerta alto.

  • La vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente a tutte le persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti.
  • L'offerta non riguarda solo gli over-60, ma anche i residenti più giovani (es. soggetti con disabilità neurologiche o cronicità), che hanno pari diritto alla protezione.
  • Oltre alla polmonite, il rischio include miocardite ed encefalite, che in un ospite fragile portano spesso a un declino funzionale irreversibile.
  • L'influenza è anche il principale driver di assenteismo del personale e di ricoveri ospedalieri impropri, che destabilizzano l'ospite e congestionano i Pronto Soccorso.

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In cosa consiste la "protezione indiretta"?

Molti grandi anziani residenti in RSA soffrono di immunosenescenza, una condizione biologica per cui il sistema immunitario risponde meno efficacemente alla vaccinazione.

In questo scenario, la vaccinazione dell'operatore sanitario agisce come uno "scudo professionale". La vaccinazione è protezione verso sé stessi, ma interrompe anche la catena di trasmissione verso chi, pur vaccinato, rimane biologicamente vulnerabile.

È un atto di responsabilità che va comunicato anche ai familiari come parte integrante del piano di cura.
 
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Quali sono i vaccini antinfluenzali consigliati per la stagione 2026-2027?

La scelta del vaccino non è casuale, ma basata sulle raccomandazioni OMS di febbraio 2026. Per la popolazione RSA, l'appropriatezza del prodotto è il fattore chiave per superare la debolezza della risposta immunitaria senile. 

La forza dei vaccini "potenziati". Per la popolazione anziana residente, la Circolare ministeriale e le note regionali raccomandano esplicitamente l'uso del Vaccino antinfluenzale trivalente VITa (adiuvato) e VIThd (ad alto dosaggio). Questi vaccini sono progettati per indurre una risposta anticorpale più robusta e duratura nel tempo, garantendo che la protezione non "sbiadisca" prima della fine della stagione, evento comune con i vaccini standard nei soggetti molto anziani.
 
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Quali sono i protocolli di somministrazione e le regole di sicurezza nelle RSA?

L'efficienza logistica è vitale. La circolare ministeriale raccomanda di avviare le campagne regionali di vaccinazione già a partire dall'inizio di ottobre (40ª settimana dell'anno).

  • Catena del freddo: conservazione tassativa tra +2°C e +8°C
  • Triage pre-vaccinale: prima di somministrare la dose, verificare sempre le condizioni di salute del residente e le eventuali controindicazioni (come storie di anafilassi grave ai componenti).
  • Tracciabilità: ogni somministrazione va registrata correttamente nell'Anagrafe vaccinale per garantire sicurezza e farmacovigilanza.
  • Gestione delle emergenze e monitoraggio post-vaccinale: anche se le reazioni gravi sono rarissime, la sicurezza viene prima di tutto. Nelle sedute vaccinali in RSA è fondamentale avere sempre a disposizione i farmaci per le emergenze, in particolare l'adrenalina per il trattamento immediato di eventuali reazioni anafilattiche e garantire un periodo di osservazione di almeno 15 minuti dopo l'iniezione.

 
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Come funziona la co-somministrazione dei vaccini in struttura?

La seduta vaccinale è l'occasione per un intervento di salute globale.

È raccomandata la co-somministrazione con vaccini anti-SARS-CoV-2, anti-pneumococcico, anti-Herpes Zoster o dTpa (Difterite-Tetano-Pertosse acellulare). Questa strategia, che mantiene l’efficacia delle singole somministrazioni, oltre a ridurre lo stress di residenti e operatori, aumenta i livelli di copertura della struttura riducendo il rischio di sovrapposizione di diverse patologie respiratorie o infettive.
 
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Quali barriere non farmacologiche adottare contro i virus non-influenzali?

Le misure igieniche costituiscono la barriera contro ciò che il vaccino non copre. Nella stagione passata, l'incidenza delle infezioni respiratorie ha toccato il picco nella 51ª settimana del 2025 (17.6 casi per mille), un dato che deve servirci da benchmark per i periodi di massima allerta.

  • Igiene mani: lavaggio accurato (40-60 secondi) o gel alcolico se non visibilmente sporche.
  • Igiene respiratoria: utilizzo di DPI (mascherine) in presenza di sintomi e corretta gestione dei fazzoletti monouso.
  • Isolamento sintomatico: gestione immediata dell'operatore o dell'ospite ai primi sintomi febbrili.
  • La minaccia dei virus non-influenzali: queste misure sono le uniche efficaci contro Rinovirus, Coronavirus stagionali e VRS (Virus Respiratorio Sinciziale), citati nel monitoraggio come cause principali di ARI (Infezioni Respiratorie Acute) contro cui il vaccino antinfluenzale non può nulla. Un protocollo di igiene rigoroso è l'unica difesa per prevenire focolai multipli e simultanei.

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Governance e comunicazione: come raggiungere gli obiettivi di copertura del 95%?

  • Il monitoraggio tramite l'Anagrafe vaccinale nazionale (AVN) non è un onere burocratico, ma una bussola per la direzione sanitaria.
  • Obiettivi del PNPV. Il traguardo minimo è il 75%, ma per la stabilità delle RSA l'obiettivo deve tendere al 95%.
  • Comunicazione e nudging. L'adesione va incentivata con modelli di "spinta gentile" (nudging). È fondamentale personalizzare la chiamata vaccinale tramite Fascicolo sanitario elettronico o SMS e fornire dati evidence-based per smontare i pregiudizi comuni.
  • Segnalazione AEFI. È obbligatorio segnalare tempestivamente ad AIFA qualsiasi reazione avversa. Questo processo di farmacovigilanza è ciò che garantisce la sicurezza a lungo termine e alimenta la fiducia dei familiari nel sistema. 

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Per saperne di più:


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