Facciamo chiarezza su infezioni e antibiotico resistenza: miniguida per tutti gli operatori del sistema sanitario e socio-sanitario

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25/11/2019
L’aumento costante di batteri resistenti agli antibiotici è un grande problema di salute pubblica a livello globale. Questi batteri rendono più difficili le cure, allungano il decorso della malattia, della degenza in ospedale e aumentano il rischio di morte. Non solo, essi possono permanere talvolta nell'organismo con il rischio di essere trasmessi ad altre persone.

In Toscana negli ultimi mesi sono stati identificati batteri produttori di NDM, acronimo di New Delhi Metallo beta-lactamase, in grado di distruggere molti tipi di antibiotici. Il New Dehli rappresenta purtroppo un nuovo meccanismo di antibiotico-resistenza.

In seguito all’outbreak di NDM sul nostro territorio, abbiamo pensato che era opportuno fare chiarezza circa alcuni concetti, fornire l’esempio di buone pratiche e dare risposta in modo sintetico, ma efficace, alle domande più frequenti che gli operatori delle RSA ci hanno posto.

Qual è la differenza tra contaminazione, colonizzazione e infezione?

  • Contaminazione: si verifica quando i germi vengono a contatto con superfici (animate o inanimate).
  • Colonizzazione: è la presenza e la crescita di un germe (es. un batterio o un fungo) in una persona in assenza di sintomi o di danno cellulare. Può interessare più parti del corpo: narici, orofaringe, trachea, ulcere cutanee, retto, urine. La persona in questo caso è un portatore sano e non deve essere trattato con farmaci antimicrobici. Nel caso si verifichi un calo delle difese immunitarie della persona, il germe che colonizzava il soggetto può iniziare a produrre danno cellulare e causare un’infezione.
  • Infezione: è l’ingresso e la moltiplicazione di un germe all’interno della persona che determina un danno cellulare e si manifesta con segni e sintomi di malattia.

Cosa s’intende quando parliamo di “batteri multi-resistenti”?

E' quel fenomeno per cui i batteri riescono a sopravvivere e moltiplicarsi anche in presenza di farmaci antibatterici (più comunemente detti antibiotici). Questo fenomeno viene chiamato antibiotico-resistenza.

Che legame c’è tra l’antibiotico-resistenza e le infezioni?

Fino al 75% delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) è dovuto a germi multi-resistenti.
Questo significa che la terapia antibiotica utilizzata per trattare l’infezione sarà probabilmente inefficace. La diffusione di germi multi-resistenti interessa tutte le sfere dell'assistenza ai pazienti: ospedali per acuti, ospedali per lungo degenze, ospedali di comunità, riabilitazioni, RSA.

E’ possibile ridurre al massimo il rischio di contrarre un’infezione? In che modo?

Si, è fondamentale riuscire a ridurre il rischio andando ad agire sui meccanismi con cui avviene la trasmissione dei germi tra le persone (ad esempio nelle RSA tra anziani assistiti in RSA, familiari, operatori sanitari e socio-sanitari).

Gli interventi principali che permettono di controllare il rischio infettivo sono i seguenti:
  • la sorveglianza, attraverso la definizione di “caso” (persona con ICA), la conoscenza dei tassi di infezione, il monitoraggio di epidemie e della presenza di germi resistenti agli antibiotici
  • l’uso appropriato degli antibiotici (antibiotic stewardship)
  • la definizione di protocolli assistenziali e monitoraggio dell’adesione di buone pratiche come: precauzioni standard, precauzioni per contatto, precauzioni per droplets, igiene delle mani, precauzioni aggiuntive specifiche per microrganismi (CRE, Clostridium difficile, etc.)
  • la promozione di comportamenti corretti attraverso la formazione continua del personale
  • le procedure generali importanti per una struttura come la manutenzione generale, la preparazione e conservazione del cibo, lavanderia e pulizia, raccolta e smaltimento dei rifiuti, disinfezione sanificazione degli ambienti, pulizia delle attrezzature
  • la vaccinazione degli ospiti residenti in RSA e del personale
  • il coordinamento delle attività di prevenzione e controllo supportato dalla direzione della struttura (ad esempio individuando un responsabile del controllo infezioni e/o chiedendo il supporto di alcuni specialisti esterni al personale della struttura)
  • l’integrazione dei programmi di controllo infezioni con gli altri programmi di gestione e miglioramento della qualità

Cosa significa fare sorveglianza?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sorveglianza è un “esercizio di continuo scrutinio e di vigilanza sulla distribuzione e diffusione delle infezioni e dei fattori ad esse correlati, di sufficiente completezza ed accuratezza da essere pertinente per un controllo efficace.”
La sorveglianza ha come obiettivo la prevenzione, il controllo e la rapida individuazione della comparsa di infezioni.
Un sistema di sorveglianza è costituito da tre fasi, tutte e tre indispensabili:
  1. fase di raccolta sistematica di dati
  2. fase di analisi e sintesi dei dati
  3. fase di diffusione dei risultati
Quando viene identificato un germe multi-resistente emergente, è raccomandata la ricerca dei pazienti colonizzati (portatori sani) con metodi di screening (es. tampone rettale) in tutti i tipi di strutture sanitarie, in modo che le misure di controllo delle infezioni possano essere mirate alla prevenzione della diffusione della resistenza.

Cosa sono e a cosa servono le precauzioni standard?

Sono la primaria e fondamentale strategia di prevenzione e controllo.
Sono le pratiche utilizzate per prevenire la trasmissione dei germi ed evitare l’insorgenza delle ICA. Devono essere utilizzate in tutti i contesti di cura ed ambiti assistenziali (sanitari e sociosanitari), vanno adottate per tutte le tipologie di paziente, indipendentemente dalla loro diagnosi o dal presunto stato di infezione/colonizzazione ed in ogni momento assistenziale.
Le precauzioni standard sono necessarie per prevenire la trasmissione dei microrganismi da ospite a ospite - da ospite ad operatore - da operatore a ospite.
L’igiene delle mani è uno degli aspetti principali delle precauzioni standard.

Esistono linee guida da seguire?

La Regione Toscana ha recentemente pubblicato due decreti nei quali sono descritte le principali misure da applicare per la prevenzione e il controllo della diffusione di batteri multi-resistenti e in particolare di quelli resistenti ai carbapenemi (antibiotici potenti di uso ospedaliero).
La recente epidemia che si è verificata in Regione Toscana è dovuta alla diffusione di enterobatteri produttori di enzimi di tipo New-Delhi (NDM) che sono resistenti proprio a questo tipo di antibiotici.


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