Controllo delle infezioni: i risultati dello studio europeo HALT-3 e il confronto Toscana - Italia

halt3 confronto italia toscana07/01/2019
Lo studio europeo HALT-3 è dedicato al controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA) e all’uso di antibiotici in strutture di assistenza socio sanitaria extra-ospedaliera.
Il protocollo di studio è stato messo a punto dal Progetto Europeo HALT, finanziato e promosso da ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), al quale hanno aderito oltre 19 paesi dell’Unione europea per un totale di circa 1.000 strutture.

Nel 2017 l’Italia ha partecipato con 418 strutture presenti in 14 regioni. I 24.132 anziani reclutati sono prevalentemente grandi anziani e presentano un elevato carico assistenziale. La procedura più invasiva tra quelle indagate a cui sono di frequente sottoposti gli ospiti delle strutture è rappresentata dalla cateterizzazione urinaria (10%).

La Toscana ha reclutato 1.536 soggetti ospiti di 35 RSA (il 6,5% del campione italiano) con caratteristiche simili a quelle appena descritte per il campione nazionale, con l’eccezione di una numerosità più consistente di maschi (31% vs 18%).

Prevalenza di ICA: in Italia è pari al 3,9% mentre in Toscana al 4,3%

Le infezioni più rappresentate sono quelle del tratto respiratorio (36,6%), seguite dalle infezioni urinarie (26%), della cute (15,7%) e le infezioni gastrointestinali (7,7%).
Nel 26% delle infezioni registrate viene coinvolto il laboratorio di microbiologia nel processo diagnostico, e questo ha consentito di evidenziare forme di antibiotico-resistenza in circa un terzo dei microrganismi. Nello specifico, è stata osservata resistenza soprattutto nei confronti di cefalosporine, carbapenemi e oxacillina.

Anche in Toscana le infezioni del tratto respiratorio sono le più frequenti (35%). Rispetto alla situazione nazionale, si riscontra un’inversione nell’ordine della frequenza delle infezioni della cute e di quelle urinarie, che risultano rispettivamente pari al 24% e al 19% del totale delle ICA. Le infezioni gastrointestinali rappresentano il 7%, di cui la quasi totalità sono dovute a Clostridium difficile. Solo il 17,6% dei soggetti toscani con ICA è stato sottoposto ad esami microbiologici per l’identificazione dei microrganismi responsabili. In totale, sono stati isolati 8 microrganismi: 4 Clostridium difficile, 2 Escherichia coli (di cui uno resistente ai carbapenemi), 1 Proteus mirabilis (resistente alle cefalosporine di III generazione e sensibile ai carbapenemi) e 1 Pseudomonas aeruginosa (resistente a cefalosporine di III generazione e sensibile ai carbapenemi).

L’uso di antibiotici per via sistemica interessa il 4,2% in Italia e il 3,7% in Toscana.
Ciò che differenzia il dato italiano da quello toscano sono le motivazioni legate all’uso: in Italia le terapie antibiotiche eseguite a fini di profilassi sono pari al 12% dei casi mentre in Toscana al 20%.

Per quanto riguarda le misure di sorveglianza e controllo delle ICA, si osserva che nel 24% delle strutture italiane è presente un programma di sorveglianza delle infezioni ed è disponibile personale medico (23,9%) e/o infermieristico (69,9%) specificamente formato sul tema. Le differenti pratiche di controllo adottate nelle strutture italiane e toscane sono riportate nella figura 1.

halt3 fig1

Poche sono, ad oggi, le strutture italiane, e ancor meno quelle toscane, che si sono dotate di strumenti per facilitare l’uso appropriato di antibiotici, come linee guida, strumenti di controllo e verifica dei consumi figura 2.

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Alcune considerazioni conclusive

La prevalenza di ICA in Toscana è di poco superiore a quelle riscontrata in Italia (3,9% vs 4,3%), mentre l’uso di antibiotici è inferiore (4,2 vs 3,7%).

In Toscana, solo il 17,6% dei casi prevalenti è stato sottoposto ad esami microbiologici e ciò influisce negativamente sulla possibilità di impostare una terapia antibiotica mirata contro il germe responsabile dell’infezione.
Le misure di sorveglianza e controllo sono l’elemento più critico sul quale sarà necessario intervenire nei prossimi anni. In Toscana, sono poche le strutture in cui è presente personale medico e/o infermieristico specificamente dedicato e formato sul tema e in meno della metà delle RSA (46%) sono stati proposti momenti formativi specifici nell’ultimo anno.

I protocolli sull’igiene delle mani erano presenti in tutte le strutture, ma in meno della metà è prevista una regolare organizzazione dell’attività e verifica dell’adesione alla pratica. Sono poco diffusi i protocolli per il controllo della trasmissione di organismi multiresistenti MDRO e poche le strutture che si sono dotate di strumenti per facilitare l’uso appropriato di antibiotici.

Le terapie antibiotiche eseguite a fini di profilassi sono ancora troppo elevate e, nel 75% di tali prescrizioni, lo scopo è stato quello di prevenire infezioni delle vie urinarie. Questo dato implica necessariamente una riflessione ed una revisione dei protocolli terapeutici in uso al fine di un appropriato utilizzo degli antibiotici e del contrasto allo sviluppo di germi antibiotico-resistenti.



Per saperne di più:

Halt3 italia toscana small

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