Progettare una RSA dopo l’esperienza della pandemia: bilanciare aspetti sanitari, qualità della vita e resilienza

progettare rsa post pandemia17/03/2021
Gli autori dell'articolo Nursing Home Design and COVID-19: Balancing Infection Control, Quality of Life, and Resilience analizzano il tema della prevenzione delle infezioni per innovare gli attuali modelli di residenzialità, alla luce dell’esperienza della pandemia. Ne riassumiamo qui il contenuto e facciamo insieme a voi alcune riflessioni.

Negli anziani che abitano nelle residenze, assieme ai problemi di salute fisica, si sommano le sfide psicosociali e di salute mentale dovute alla necessità di restare in quarantena a causa del COVID-19: visite limitate di familiari ed amici, cancellazione delle attività comuni ed uso dei dispositivi di protezione individuali (DPI) da parte del personale sono tutte limitazioni che incidono sullo stato cognitivo/comportamentale ridotto, come ad esempio per le persone con wondering.

Trovare un equilibrio e una convergenza tra il controllo delle infezioni, qualità della vita e resilienza generale è un sfida ardua ma possibile.
La progettazione, secondo gli autori può produrre la resilienza necessaria a superare le difficoltà e garantire da una parte il controllo delle infezioni, dall'altra la qualità di vita.

Design per la qualità della vita

L'articolo cita lavori condotti da altri autori che considerano il coinvolgimento, l’interazione e la vicinanza della comunità e la presenza di piccoli negozi e servizi come fattori che possono migliorare il benessere e la qualità di vita dei residenti. Prendono in considerazione anche il benessere spirituale, un ambiente familiare che garantisca loro la privacy, l'importanza delle uscite, di un ambiente luminoso e spazioso e di camere con bagno privato, nell'intento di superare la prospettiva passiva, tipica dell'attuale assistenza.

Le relazioni si sviluppano meglio in ambienti adeguati (salotto) per favorire esperienze amicali nello stare insieme, mentre il senso di esclusione che si genera nelle impostazioni predeterminate delle attività può generare molta sofferenza. Il senso di casa vissuto dai residenti è dunque influenzato non solo dai suddetti  fattori, ma anche dall'edificio e dall’interior design in cui vivono.
Residenti e parenti sottolineano inoltre l'importanza di avere una connessione con la natura e la vita all'aria aperta.
Importanti temi che contribuiscono al senso di casa includono la vista fisica, la mobilità e l’accessibilità, lo spazio, il luogo e l’ambiente sociale.

Progettare per la resilienza

Gli autori definiscono la resilienza come il "fiorire nonostante le avversità”.
In questa dimensione i fattori protettivi importanti e che danno significato all’esistenza sono la connessione agli altri, il senso di padronanza e controllo e l'opportunità di fare.
La qualità di vita e i temi legati all'assistenza sono tutti aspetti che devono interessare anche la costruzione ambientale di una residenza: dalla posizione, all'interazione con la comunità, fino alla progettazione dei dettagli.

Dalla posizione dell'edificio ai dettagli: problemi di progettazione attorno all’approccio delle diverse scale spaziali

Gli autori distinguono le scale spaziali del macro, meso e micro, che riguardano il contesto urbano della residenza, i quartieri e distretti, fino alla progettazione del sito/edificio.

La progettazione legata alla macro scala

Riguarda il contesto urbano nel suo complesso. L'attaccamento al luogo e il senso di casa sono questioni complesse legate non solo a una particolare abitazione, ma anche alla comunità più ampia, alla familiarità, al senso di appartenenza. Ad esempio l’interazione con la realtà sociale circostante e la vicinanza alla famiglia sono fattori esaminati raramente, ma che invece hanno un forte impatto nella vita degli anziani residenti.
Anche l’integrazione con l'assistenza sanitaria e sociale e con i servizi di emergenza è fondamentale e deve partire da una mappatura delle risorse locali fino alla creazione di percorsi di servizi sanitari, sia per le acuzie sia per le cronicità.

La progettazione legata alla meso scala

Riguarda i quartieri, il distretto e gli spazi pubblici. Fattori come il vicinato supportano la qualità della vita e la resilienza dei residenti, ma anche della struttura stessa intesa come complesso organizzativo e di risorse umane impiegate. Ad esempio il trasporto pubblico, l’accesso ai servizi, l’accesso e le dimensioni degli spazi aperti e verdi favoriscono la libertà di movimento e l’integrazione (Green House) delle residenze con il tessuto sociale che la circonda. Tutto questo porta a migliorare le relazioni sociali tra residenti, familiari e personale.

Per le persone anziane, uno spazio pubblico ben progettato - in sicurezza, di facile accessibilità per le sedie a rotelle e con ampi sentieri che garantiscano una buona pedonabilità - è cruciale per il miglioramento delle relazioni sociali. Inoltre, la ricerca mostra che le persone anziane sono più vulnerabili all’inquinamento atmosferico a breve e lungo termine.  Durante la pandemia da Covid il problema della qualità dell’aria è emerso nei vari quartieri, incidendo sulla qualità della vita e sul problema della resilienza.

La progettazione legata alla micro scala

Riguarda la programmazione della struttura, il modello assistenziale e la configurazione complessiva dell'edificio.
Gli autori indicano come importanti i fattori strutturali come il numero e la densità dei residenti, che possono generare situazioni di promiscuità per la presenza di ambienti comuni ridotti.
Le prime ricerche scientifiche hanno suggerito che piccoli ambienti con personale fisso riducono al minimo tassi di infezione da COVID-19, come nell’esperienza del modello Green House, che ospita dai 10 ai 12 residenti con camere da letto e bagni privati.

Per gli accessi e la circolazione interna sono funzionali la segnaletica agli ingressi e sui principali percorsi interni per istruire le persone a non entrare se hanno determinati sintomi, consigliando comportamenti corretti e igiene, insieme alla fornitura di igienizzazione delle mani. L’Institute of Architect americano suggerisce ad esempio l’utilizzo di sistemi a flusso di traffico a senso unico nelle diverse zone, ingressi separati per il personale, visitatori e residenti, assieme a porte con funzionamento automatico.

Vanno individuati e creati gli spazi chiave per i residenti. È importante avere stanze singole con bagno, illuminate da luce naturale, un giardino o un balcone privato. Questo facilita la socialità, ma aiuta anche a distanziare, fornendo posti a sedere all'aperto e aree sociali esterne per residenti e visitatori. Inoltre, è importante assicurarsi che ci sia uno spazio sicuro per camminare, soprattutto per i residenti con disturbi cognitivi in modo che possano “camminare con uno scopo". Rinforzando i vantaggi di trascorrere del tempo all’aria aperta, le aree esterne hanno effetti benefici sia sulla salute (vitamina D) sia sulla prevenzione dei contagi.

Oltre agli spazi pensati per i singoli residenti, assumono una rilevanza importante anche gli spazi comuni di condivisione che, assieme all’integrazione di “spazi intermedi” o di transizione, come portici, corridoi e sedute, permettono vedute e paesaggi, che possono essere uno stimolo visivo positivo. E’ imperativo quindi che i bisogni degli anziani siano tenuti di conto nelle strategie di progettazione per ridurre al minimo i focolai.

Vanno progettati poi gli spazi chiave per il personale come gli spogliatoi, i servizi igienici o le aree di pausa. Devono essere pensati come spazi dedicati poiché è un’ottima strategia di prevenzione  per combattere le infezioni.

La ventilazione e la qualità dell'aria a livello di edificio è fondamentale nel controllo delle infezioni. Molte strutture, per poter allestire adeguatamente una stanza di isolamento e creare una camera a pressione negativa per ridurre la diffusione dei droplet, hanno dovuto installare una ventilazione supplementare di scarico.

Alcune considerazioni finali…

I problemi riscontrati quando si progetta uno spazio guardando alle dimensioni spaziali del macro, meso e micro sistema, individuano concretamente sovrapposizioni tra progettare per mantenere una buona qualità della vita, controllare le infezioni/pandemie, e preparare ad una resilienza generale.  
Gli autori propongono una convergenza tra design per il controllo del rischio infettivo e design per la qualità di vita, così da produrre un sistema resiliente, più preparato ai cambiamenti esterni (pandemia) ed interni (vulnerabilità delle persone che vi abitano), consentendo così una certa flessibilità di fronte alle mutevoli condizioni.

Nel panorama italiano iniziano a svilupparsi iniziative che vanno sempre più in questa direzione. La ricerca di soluzioni abitative più flessibili ha portato ad alcune esperienze di cohuosing (co-abitazione), presente nelle regioni del nord Italia, in Emilia Romagna e Toscana.  
Ad esempio, un modello di residenzialità per persone affette da demenza orientato a favorire la vita indipendente o sostenere le prime esigenze di vita assistita in contesti amichevoli e fortemente integrati con i normali servizi di comunità, è stato creato anche in Italia e si chiama “Abitare Leggero”. Il progetto è strato realizzato da due organizzazioni partner, la Fondazione Housing Sociale di Milano e la Società Cooperativa Sociale La Meridiana di Monza, creando un villaggio che garantisce al contempo protezione e libertà di movimento.

Gli autori, tuttavia, in questo lavoro non hanno considerato la dimensione economica che rappresenta un altro fattore cruciale per la realizzazione di un possibile progetto e questo rende lo studio non del tutto esaustivo.

L’esperienza della pandemia ha certamente esasperato i limiti della residenzialità, che ricordiamo è stata pensata in tempi in cui le persone anziane avevano bisogni principalmente legati alla dimensione sociale. Superata l’emergenza, la riflessione e l’analisi dell’esperienza fatta saranno strumenti utili per pensare a progettare modelli diversi, che uniscano sicurezza a benessere.


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