Una panoramica dell'impatto della pandemia sulle strutture di lungodegenza in tutto il mondo

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02/03/2021
Il lavoro The impact of COVID-19 pandemic on long-term care facilities worldwide: an overview on international issues descrive l'impatto epidemiologico del primo semestre della pandemia COVID-19 nelle strutture di lungodegenza di tutto il mondo, delineando possibili strategie per il futuro.

Gli autori evidenziano la difficoltà nel recupero delle informazioni utili per fornire il quadro epidemiologico in gran parte dei Paesi.

Gli USA sono il Paese per il quale sono maggiormente disponibili e accessibili dati: il National Healthcare Safety Network dei Centers for Disease Control (CDC) ha reso pubblico un dataset con dettagli aggiornati sull'impatto dell'infezione SARS-CoV-2 sui residenti, sulle attività di ciascuna struttura, sul personale e sui dispositivi di protezione, nonché sulla disponibilità di dispositivi per la ventilazione dei pazienti con COVID-19. Al 6 agosto 2020, il documento descriveva i dati riportati da 153.853 RSA negli USA, con 164.055 casi confermati tra i residenti (3,26% di tutti i casi registrati negli USA), 102.531 casi sospetti e 43.231 decessi per COVID-19 (26,55% del totale dei decessi per COVID-19 registrati negli USA).

Nel Regno Unito, l'Office for National Statistics (ONS) ha condotto lo studio Vivaldi, un'indagine su larga scala eseguita sulle RSA inglesi tra il 26 maggio e il 20 giugno 2020. Hanno partecipato allo studio 5.126 RSA pari al 56% del totale e in più della metà di queste è stato registrato almeno un caso confermato (tra residenti o membri del personale), con una stima del 20% dei residenti e del 7% del personale positivo per SARS-CoV-2.

Lo studio condotto dalla London School of Economics and Political Sciences riassume, invece, i rapporti di 13 diversi paesi in tutto il mondo. Gli autori concludono che la percentuale di decessi in RSA per COVID-19 tende ad essere inferiore nei paesi che hanno registrato un numero inferiore di decessi in totale. Nel grafico seguente sono riportati i dati relativi alla percentuale di decessi per COVID-19 nelle strutture di lungodegenza rispetto al totale dei decessi per la stessa causa.

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Oltre a fornire un quadro epidemiologico internazionale usando dati già pubblicati, gli autori dell’articolo si pongono l’obiettivo di fornire alcuni elementi di lettura e di riflessione.

In primis, gli autori fanno presente l’assenza, prima della ondata pandemica, di regolamenti, piani o linee guida per la gestione di “disastri” all’interno di queste strutture, lacuna che in parte è stata necessariamente colmata proprio in questa situazione di emergenza, ad esempio con la stesura dei rapporti tecnici da parte dello European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e dei CDC.

Altro aspetto di criticità ha riguardato la configurazione giuridica di queste strutture: a livello internazionale sembra emergere una maggiore diffusione dell’epidemia nelle strutture private rispetto alle pubbliche.

Inoltre, emergono talora con forza problematiche legate al sottofinanziamento per la gestione delle RSA.

Infine, viene rimarcato il problema della raccolta e diffusione dei dati: la creazione di banche dati nazionali che registrino tutti i residenti delle strutture di lungodegenza e il loro stato di salute sarebbe di grande aiuto in futuro non solo per gestire la pandemia in corso, ma anche per valutare il livello di cura necessario in questo contesto particolarmente fragile.


Per saperne di più:
The impact of COVID-19 pandemic on long-term care facilities worldwide: an overview on international issues
Thompson, D. C., Barbu, M. G., Beiu, C., Popa, L. G., Mihai, M. M., Berteanu, M., & Popescu, M. N. BioMed research international, 2020.


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