I film e i libri consigliati per voi


Esistono molti modi per parlare di malattia, a fianco dei trattati scientifici e dei seminari non stona l’utilizzo del cinema e della narrativa che, utilizzando una modalità comunicativa semplice ed immediata, spesso riesce ad arrivare molto vicino alle persone.

Questa sezione vuole offrire una selezione di opere che aiutino caregiver e professionisti a capire meglio ciò che si è costretti ad affrontare quando la salute, che troppo spesso diamo per scontata, ci abbandona costringendoci a trovare differenti modalità di gestione della nostra vita.

Per ciascun film o libro indichiamo il messaggio per i professionisti e per coloro che assistono i malati. 


Ci sono molte malattie che danno forza all'anima
Joseph Joubert



Away from her

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Sposati da 50 anni, Grant e Fiona sembrano ancora molto legati l'un l'altra e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo. La tendenza di Fiona a riferirsi sempre più spesso al passato, oltre alla sua perdita di memoria più evidente ogni giorno che passa, creano una tensione che viene però generalmente dissipata facilmente dall'uno o dall'altra.

Quando i vuoti di memoria diventano più lampanti e drammatici, nessuno dei due può ignorare che Fiona sia stata colpita dal morbo di Alzheimer. A quel punto Grant, che teme che la vita di Fiona sia in serio pericolo, intraprende quello che sarà un autentico viaggio d'abnegazione per permettere alla moglie di essere felice per l'ultima volta.

Film molto poetico, dai tratti delicati eppure forti

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

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Il romanzo è stato scritto da Jonas Jonasson nel 2011. Dal libro è stato tratto un film nel 2013 diretto dal regista svedese Felix Herngren.

Il centenario è Allan Karlsson che, il giorno del suo centesimo compleanno, decide di fuggire dalla casa di riposo dove vive, saltando dalla finestra.
Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e fugge. Nell'attesa del primo pullman in partenza, Allan inizia un viaggio rocambolesco ed incredibile.

La narrazione è avvincente e scorrevole, ed intreccia gli eventi attuali con la storia di Allan. Una storia anch’essa incredibile ed avventurosa, in cui sembra capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare qualsiasi dono del destino. Ieri come oggi.
Per quanto la storia sia del tutto improbabile, il personaggio e la lettura del contesto non sono affatto banali.

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La finestra di fronte

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La finestra di fronte è un film del 2003 del regista Ferzan Özpetek. Gli interpreti principali sono Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Filippo Nigro e Massimo Girotti, scomparso poco dopo aver ultimato le riprese, e a cui è stato dedicato del film.

Il film narra di una giovane donna Giovanna, che si trova ad accogliere nelle propria casa un uomo anziano, Simone, che si è perso e non sa dirle chi è.
Il loro è l’incontro tra due universi e due storie d’amore, una del passato ed una del presente, in ambedue pesa l’onere di una rinuncia, in nessun caso priva di dolore.

Cambia lo sfondo storico, rimane il dilemma interiore della scelta tra la propria felicità e la felicità altrui, mai completamente svincolata dal giudizio sociale e morale che essa inevitabilmente comporta.

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Lo scafandro e la farfalla

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Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale. È il caporedattore di 'Elle' e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale.

Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell'alfabeto ordinate secondo un'apposita sequenza) potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.

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Che cosa ti aspetti da me

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Una storia, quella scritta da Lorenzo Licalzi, come tante, comune: un settantottenne cresciuto in una buona famiglia, istruito, che a causa di un ictus (che gli paralizza completamente la parte sinistra del corpo) si ritrova a vivere quel che resta della sua vita in una RSA.

Il racconto è in prima persona, un punto di vista che non ci appartiene, ma che coglie in profondità i gesti di chi vive e lavora dentro la struttura, gli atteggiamenti a volte scontati e intrisi di abitudine che quotidianamente scivolano via nei giorni sempre uguali, il senso degli ultimi giorni, mesi o anni della propria vita.

Le vicende e le vicissitudini di chi “sopporta” da dentro la vita della RSA, che potrebbe essere una qualunque struttura, perché i personaggi e le vicende narrate dall’autore li ritroviamo quotidianamente nelle nostre RSA, con altri nomi, con altri passati, ma con le stesse problematiche, richieste, necessità.

Da leggere tutto d’un fiato, il linguaggio è semplice, diretto, vero. Un libro che ogni persona che gravita intorno al mondo delle RSA dovrebbe leggere.

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